Start-up innovativa

COS’E’ UNA START-UP INNOVATIVA?

Gli artt. 25 – 32 del DL 18.10.2012 n. 179 (c.d. “decreto crescita 2.0”) prevedono una disciplina di favore in ambito camerale, societario, fiscale e occupazionale per le c.d. “start up” innovative.

La start up innovativa è una società di capitali, residente in Italia, le cui quote, detenute in maggioranza da persone fisiche, non sono negoziate su un mercato regolamentato e il cui oggetto sociale esclusivo deve essere lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Al fine di fruire della disciplina di favore, la start up innovativa deve rispettare alcuni requisiti, tra cui l’iscrizione in apposita sezione del Registro delle imprese.

REQUISITI PER ESSERE CLASSIFICATI COME START-UP INNOVATIVA?

Requisiti Cumulativi

Ai sensi dell’art. 25 co. 2 del DL 179/2012, le start up innovative come sopra definite devono rispettare contemporaneamente tutti i seguenti requisiti:

  • i soci persone fisiche detengono, al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi, la maggioranza delle quote o azioni rappresentative del capitale sociale e dei diritti di voto nell’Assemblea ordinaria dei soci ;
  • l’impresa è costituita e svolge attività d’impresa da non più di 48 mesi;
  • ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
  • a partire dal secondo anno di attività della start up innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro;
  • non distribuisce, e non ha distribuito, utili;
  • ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di Azienda.

Requisiti Alternativi

Oltre ai requisiti sopra esposti, la start up deve, al fine di dimostrare il suo carattere innovativo, possedere almeno uno tra i seguenti requisiti (art. 25 co. 2 lett. h) del DL 179/2012):

  • le spese in ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start up innovativa;
  • impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, oppure i due terzi siano in possesso di laurea magistrale;
  • la start up deve essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa oppure sia titolare del deposito dei diritti del codice di programmazione di un sito o di un software presso la SIAE.

QUALI SONO I VANTAGGI  DI UNA  START-UP INNOVATIVA?

Abbattimento degli oneri per l’avvio d’impresa

La start-up, a differenza delle altre aziende, sarà esonerata dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per l’iscrizione nel Registro delle Imprese ,nonchè dal pagamento del diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio.

Disciplina in materia di lavoro applicabile alle start-up

La start-up potrà assumere personale con contratti a tempo determinato della durata minima di 6 mesi e massima di 36 mesi. All’interno di questo arco temporale, i contratti potranno essere anche di breve durata e rinnovati più volte. Dopo 36 mesi, il contratto potrà essere ulteriormente rinnovato una sola volta, per un massimo di altri 12 mesi, e quindi fino ad arrivare complessivamente a 48 mesi. Dopo questo periodo, il collaboratore potrà continuare a lavorare in startup solo con un contratto a tempo indeterminato.

La start-up potrà remunerare i propri collaboratori con stock option

Potrà inoltre pagare i fornitori di servizi esterni come avvocati e commercialisti attraverso il work for equity, che consiste nella remunerazione di una collaborazione esterna entrando nel capitale sociale della start-up Attraverso la assegnazione di stock option, la società offre al dipendente il diritto a sottoscrivere o acquistare un pacchetto azionario della stessa società, o di altra società facente parte dello stesso gruppo, in un arco temporale futuro prestabilito e ad un prezzo predeterminato. I piani di stock option prevedono, di regola, momenti o tempi diversi a decorrere dai quali il dipendente può accettare o meno di acquistare le azioni offerte al prezzo corrispondente al loro valore all’atto dell’offerta stessa.

Il regime fiscale e contributivo che si applica a questi strumenti è vantaggioso e concepito su misura rispetto alle esigenze tipiche di una start-up.

  1. Credito d’imposta – la start-up godrà di un accesso prioritario alle agevolazioni per le assunzioni di personale altamente qualificato.
  2. Accesso semplificato, gratuito e diretto per le start-up al Fondo Centrale di Garanzia, un fondo governativo che facilita l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari. Gli incubatori certificati possono beneficiare dello stesso trattamento speciale riservato alle start-up.
  3. Sostegno ad hoc nel processo di internazionalizzazione delle start-up da parte dell’Agenzia ICE. Il sostegno include l’assistenza in materia normativa, societaria, fiscale, immobiliare, contrattualistica e creditizia, l’ospitalità a titolo gratuito alle principali fiere e manifestazioni internazionali, e l’attività volta a favorire l’incontro delle startup innovative con investitori potenziali per le fasi di early stage capital e di capitale di espansione.

QUALI SONO LE AGEVOLAZIONI PER CHI INVESTE IN UNA “START UP INNOVATIVA”?

Due principali elementi:

  1. introduzione di incentivi fiscali per investimenti in start-up provenienti da aziende e privati: gli incentivi valgono sia in caso di investimenti diretti in start-up, sia in caso di investimenti indiretti per il tramite di altre società che investono prevalentemente in start-up. Il beneficio fiscale è maggiore se l’investimento riguarda le start-up a vocazione sociale e quelle che operano nel settore energetico.
  2. introduzione del crowdfunding,(che è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni. È un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse), la cui regolamentazione di dettaglio sarà predisposta dalla Consob.